Si era parlato di Instant App già al Google I/O 2016 ma solo recentemente Google ha annunciato che più di 500 milioni di user avranno ora accesso alle Instant App.  

Su Google Play è presente ora una sezione dedicata, alle “app da provare subito”, che sono appunto le “Instant App”. Potrebbe quindi capitarvi di trovare un pulsante “Prova Ora” di fianco alle app sullo store, da qui al prossimo futuro. O cercare su Google Mobile qualcosa, e essere invitati a provare una app, anziché visitare un sito web. Tutto merito, appunto, di queste “Instant App”.

Instant App

Occorre anzitutto fare un po’ di ordine.

 

Cosa sono le Instant App?

Le Instant App sono delle versioni dell’applicazione eseguibili direttamente dal browser e che non necessitano dell’installazione sul device. Ciò consente agli utenti che lo desiderano di provare una mobile app senza occupare  la memoria del device, semplicemente tappando sul link della versione instant app.

Per ora questa funzionalità è disponibile solo su alcuni device che devono avere una versione del sistema operativo Android dal 6.0 (compreso) in poi. Sul Play Store italiano sono inoltre ancora poche le app che hanno reso disponibile la versione istantanea. Tra queste segnaliamo Wish https://play.google.com/store/apps/details?id=com.contextlogic.wish&hl=it

Gli sviluppatori che hanno deciso di rilasciare una versione istantanea delle proprie app hanno ottenuto grossi miglioramenti in termini di engagement, acquisition e retention degli user.

I casi principali riguardano per ora il mercato statunitense in quanto gli sviluppatori Android hanno mirato principalmente ad esso.

 

Vediamo insieme alcuni di questi casi per comprendere meglio come le instant app possano impattare positivamente su tutte le metriche sopra citate:

Caso Vimeo:

A partire dal lancio dell’instant app a maggio 2017, gli utenti di Vimeo hanno più che raddoppiato la durata delle loro sessioni in app (+130%), aumentando in numero assoluto di circa il 20%.

Caso Jet:

A seguito del lancio della versione istantanea, Jet ha visto un incremento del 27% nel proprio conversion rate all’interno dell’instant app. Hanno attribuito questo significativo incremento vari aspetti, tutti riconducibili alla riduzione della “friction” ossia di tutti quegli impedimenti e  sequenze di passaggi che fanno desistere gli utenti dallo scaricare l’ app (install friction), dall’effettuare pagamenti (payment friction), dal loggarsi e lasciando i propri dati (sign-in friction).

Caso NYTimes Crosswords:

Il NYTimes ha creato una user experience semplice ma molto efficace: una volta che l’utente clicca sulla loro URL, può immediatamente giocare al mini cruciverba del giorno. Se poi vuole completare altri cruciverba, può giocare ad un altro dei cruciverba gratis, aspettare il cruciverba del giorno seguente oppure iscriversi usando il sistema di pagamento in-app di Google Play e avere quindi accesso ad ancora più cruciverba.

Dal lancio avvenuto nel Maggio 2017, NYTimes Crosswords viene usata più di frequente e gli utenti dell’instant app hanno più che raddoppiato il numero di sessioni. Più tempo un utente passa all’interno dell’app, più sarà propenso ad iscriversi e a continuare ad usarla, perciò questa è una metrica importante.

 

Tutto stupendo, quindi? Insomma.

Di fatto parliamo di una tecnologia che ad oggi non copre ancora una quota significativa di mercato: può essere utilizzata solo su una parte dei device Android, anche se va evidenziato come questa parte diventi progressivamente più significativa.

Google sembra puntare molto su questa soluzione, sempre nell’ottica di un servizio che pone al centro l’utente e la sua necessità di avere rapidamente un risultato (e un’esperienza) gratificante.

Rendere la propria app compatibile con Instant App potrebbe quindi essere una “scommessa” interessante per abbassare la “friction” degli utenti, permettere loro di provare una app senza necessariamente doverla installare e migliorare le metriche interne alla propria applicazione mobile.

E’ facile immagine che - qualora la tecnologia di Instant App dovesse diffondersi tra i publisher e gli editori - anche sistemi di advertising come AdWords potrebbero presto integrare soluzioni per far provare l’app senza necessità di installazione all’utente finale.

E’ doveroso ricordare in questo senso come sia oggi sempre più complesso e sfidante entrare nelle abitudini d’uso mobile di un utente finale; ma anche come, parallelamente, un utente fidelizzato di una mobile app tenda ad effettuare mediamente più usage e generare maggiore revenue, a parità di prodotto.

Cosa ne pensi? Vuoi valutare se per la tua app può aver senso “Instant App”?
Contattaci, e prendiamoci un caffé!

 

Fonti:

https://android-developers.googleblog.com/2017/08/500-million-devices-now-supported-for.html?m=1

https://www.wired.it/mobile/app/2017/05/18/android-instant-app-2/

https://android.hdblog.it/2017/08/18/Android-Instant-Apps-Google/

http://tecnologia.libero.it/come-abilitare-e-usare-le-instant-apps-di-android-14640