Se è vero che, come conferma una ricerca condotta da Apple, oltre il 65% delle app scaricate vengono trovate dagli utenti utilizzando la barra di ricerca degli store, è anche vero che il primo e il più grande errore che possiate fare con la vostra app è proprio quello di sottovalutare il potere dell’App Store Optimization (ASO). Errore che, per inciso, commettono ancora moltissimi sviluppatori e professionisti di marketing.

L’ASO è un elemento fondamentale per il successo di un'app e comprenderne l’importanza è il primo passo di un cammino lungo e in salita chiamato SERP.

Così come per il SEO, anche per l’ASO non esistono regole scritte sulla pietra e spesso è facile incappare in errori che possono danneggiare l’indicizzazione della vostra app. Eccovi 5 esempi: 

 

1-      Non curare l’icona e gli elementi grafici

Insieme al titolo, l’icona è il biglietto da visita di un'app perché è la prima cosa che gli utenti vedranno. Ecco perché il suo design merita un’attenzione particolare. Principalmente l’icona deve svolgere due funzioni: attirare l’attenzione dell’utente con una grafica appealing e comunicare visivamente, in modo facile e intuitivo, il contenuto dell’app.

Rappresentare all’interno dell’icona elementi che richiamano le funzionalità dell’applicazione è un ottimo modo per raggiungere questo obiettivo. Ad esempio, se la vostra app è un photo editor, una buona idea potrebbe essere quella di utilizzare come icona l’obiettivo stilizzato di una macchina fotografica.

Verificare che l’icona abbia sempre una propria "identità distintiva" e non sia troppo simile a quella di brand già presenti sullo store, è comunque fondamentale. Il richiamo può essere accettato solo se esplicito e funzionale alle performance. È il caso di tutte quelle applicazioni il cui obiettivo è strettamente legato al funzionamento di altre app (es. applicazioni che offrono ulteriori filtri per Instagram o che mirano a far aumentare i follower su Twitter, ecc.).

Prestate attenzione anche al numero di colori che utilizzate nella grafica perché un’icona eccessivamente colorata potrebbe risultare poco professionale e rovinarne l’estetica

Anche gli screenshot hanno un ruolo fondamentale nell’ASO. Utilizzateli per dare supporto visivo alla descrizione, usando immagini in alta qualità e scegliendo quelle immagini che meglio rappresentano le funzionalità dell’app.

 

2-      Fare Keyword stuffing

È noto come la presenza di parole chiave nel titolo e nella description sia un elemento fondamentale per l’ASO. Questo vale sia su App Store sia su Google Play che, anche se non prevede uno spazio dedicato per le parole chiave all’interno della scheda, prende in considerazione quelle utilizzate nella della description.

Attenzione però al keyword stuffing, ovvero alla ripetizione forzata di parole chiave senza un senso logico o senza che la loro presenza offra un reale valore aggiunto al testo perché, così come accade nel SEO, questo potrebbe danneggiare notevolmente il ranking dell’applicazione.

Le parole chiave devono quindi essere presenti nel testo in modo naturale e sensato e devono essere scelte in base alla pertinenza che hanno con l’app. Scegliere le parole chiave in base al loro volume di ricerca e non alla appropriatezza non porta alcun beneficio all’app che verrebbe indicizzata per query non pertinenti. 

 

3-      Non tenere conto del rating e delle reviews 

Il rating è uno degli elementi fondamentali nel ranking degli store.

Ogni app, prima o poi, nel corso della sua vita, riceve qualche recensione negativa e un errore molto comune è proprio quello di ignorarle. La cosa migliore da fare è rispondere con adeguata professionalità, gentilezza e competenza, a ogni commento lasciato dagli utenti, mostrando loro che si è disposti a prendere in seria considerazione l’aspetto costruttivo della critica per migliorare le future release dell’app. Risposte standardizzate o proveniente da un veloce “copia e incolla” verrebbero percepite in modo negativo dall’utente e sono pertanto da evitare il più possibile.

 

4-      Non targettizzare l’app sulla giusta country

Non esiste un Google Play Store globale né un App Store globale. Ciò significa che ogni paese ha la propria versione di App Store e di Google Play Store e che è assolutamente necessario personalizzare l’app per tutti i paesi e gli store in cui avete deciso di distribuirla. La “localizzazione” deve riguardare sia l’app sia la scheda sugli store. Questo significa non solo tradurre la description ma anche scegliere parole chiave pertinenti, utilizzare il giusto formato per le date, la giusta valuta, e fare in modo che tutti gli elementi che compongono la scheda dell’applicazione siano pertinenti ai paesi di pubblicazione.

 

5-      Credere che l’Aso sia un’operazione one shot

Avete curato l’icona e gli screenshot, avete scritto un’ottima descrizione con le giuste keyword, avete scelto un buon titolo, insomma avete fatto tutto quello che c’era da fare e adesso?

Adesso bisogna continuare a farlo! Sì perché anche se la vostra app sta generando download, bisogna considerare che ogni giorno vengono caricate sugli store circa 1000 nuove applicazioni e che le regole cambiano alla velocità della luce. Se davvero volete continuare ad avere un buon ranking dovete necessariamente continuare ad ottimizzare la vostra pagina sugli store.

 Osservare, testare, provare e riprovare sono l’unico modo per garantire alla vostra app una vita lunga e un cammino in ascesa verso le prime posizioni in classifica. 

 

 

Credits:

http://www.searchenginepeople.com/blog/1608-5-app-store-optimization-mistakes-to-avoid.html
http://blog.supreme.media/index.php/2016/10/27/5-app-store-optimization-mistakes-to-avoid/
https://appradar.com/10-aso-mistakes-avoid/