Il mercato delle mobile apps potrebbe essere prossimo al collasso, se non interveniamo in modo incisivo e strutturato.

Nel settembre 2015, durante TodiAppyDays 2015, tenni un intervento sull'App Engagement, centrando sostanzialmente la discussione sull'assenza di consapevolezza condivisa dell'incredibile tasso di abbandono.

A distanza di poche settimane dall'installazione gli utenti ancora attivi in una qualunque app sono davvero una minima parte per la quasi totalità delle app.

Il problema, fino ad ora perlopiù sottaciuto, sta rischiando di emergere in modo dirompente e totalmente distruttivo per l'intero settore.

E' un tema "nell'aria", per gli addetti del settore. Ne parlavo a pranzo con un amico: c'è il serio rischio che le aziende considerino l'effort investito sul mobile troppo elevato per i ritorni ottenuti ad oggi. E abbandonino enormi opportunità future, perché di fatto non c'è stata una progettualità e una strategia realmente "mobile focused", con attenzione alle funzioni, alla personalizzazione, all'engagement.

Per certi versi ho tirato un sospiro di sollievo quando nel pomeriggio ho letto la lettera aperta di Raj Aggarwal, CEO di Localytics a Mary Meeeker per invitarla a porre attenzione proprio su questo tema nel prossimo Internet Trend Reports. Ha, di fatto, "ufficializzato il problema" a livello globale, a mio modo di vedere.

Raj parla di una vera e propria "App Engagement Crisis".

"Il fallimento è imminente" ammonisce Raj.

I dati sono sempre più allarmanti. Riuscire ad ottenere un numero accettabile di download è sempre più complesso e oneroso. Ma quel che viene dopo il download è ancora ben più preoccupante.

Circa 1/4 delle app scaricate vengono aperta una sola volta.

Per quanto concerne l'utilizzo, questo grafico preso da questo post di Branch Metrics è autoesplicativo.

La millesima applicazione (Pixable) ha un traffico di circa lo 0,2% rispetto alla prima (Facebook). Ogni mese escono circa 45'000 nuove applicazioni su iOs App Store. La possibilità che qualcuna di queste riesca a raggiungere anche solo Pixable è davvero bassa.

Se parliamo di monetizzazione diretta, la concentrazione è incredibile. Secondo uno studio di Activate il 60% delle revenue negli store vengono incassati da una ventina di publisher, i quali complessivamente rappresentano appena lo 0,005% del totale delle app disponibili.

Il contesto globale di sovraffollamento degli store, l'elevatissima competizione per l'installazione e una userbase globale che quotidianamente utilizza un numero limitato di app sta rischiando di portare rapidamente la filiera al collasso.

In questo scenario, diverse aziende iniziano a ritenere ingiustificata una presenza mobile nativa. Perché spendere vagonate di soldi per avere un ritorno magari inferiore a quello che si può ottenere limitandosi ad una presenza web based?

Ecco, il problema e l'opportunità sono proprio qui, in questo concetto.

È mancata, ad oggi, una visione strategica d'insieme realmente "mobile focused"

Una progettualità in grado di valorizzare le peculiarità native dei device mobili  nella comunicazione tra azienda e cliente. La capacità di sviluppare prodotti user-centered e data-driven. La conoscenza approfondita degli strumenti e delle opportunità di mobile engagement evoluto.

Dove si pensava ci fosse la fine - "abbiamo pubblicato la nostra app!" - c'è invece l'inizio di una relazione con gli utenti. Una relazione che va ripensata in modo biunivoco, partendo dall'occasione unica per le aziende di ascoltare in modo nuovo le necessità e i desideri dei suoi clienti, e costruire con loro nuovi percorsi di personalizzazione dell'esperienza.

Occorrono KPI chiari, capacità di interpretazione dei dati, competenze tecniche e di comunicazione su un canale che ad oggi ha mostrato alla maggioranza del mercato solo una parte davvero minima delle sue potenzialità.

Se non interveniamo in questa direzione, clienti e aziende perderanno l'opportunità di creare le relazioni e le esperienze immersive e profonde che chiedono.

Ma dobbiamo agire ora, perché siamo in una vera e propria crisi dell'App Engagement. Siamo ancora in tempo per trasformare la crisi in reale opportunità, per chi saprà muovervi con sufficiente rapidità.